Il canto non è solo "emettere suoni", ma è l'uso del corpo come strumento musicale primario. Ogni genere ha sviluppato una propria estetica, una tecnica fisiologica specifica e un obiettivo emotivo diverso.
Ecco un trattato sintetico ma approfondito sulle principali tipologie di canto.
1. Il Canto Lirico (Classico)
Il pilastro della tradizione accademica occidentale. Si basa sulla massimizzazione della risonanza naturale del corpo senza l'ausilio di microfoni.
- Tecnica: Uso rigoroso del diaframma, l'affondo laringeo e la "maschera" (risonanza nei seni paranasali).
- Caratteristiche: Presenza costante del vibrato, timbro rotondo e potente, dizione estremamente curata (anche se spesso sacrificata per l'omogeneità del suono).
- Obiettivo: La perfezione formale e la proiezione del suono in grandi spazi.
2. Il Canto Jazz
Qui la voce viene trattata come uno strumento a fiato (come un sax o una tromba).
- Tecnica: Si allontana dalla rigidità classica per abbracciare l'improvvisazione. Molto comune l'uso dello Scat(sillabe senza senso usate per creare linee melodiche improvvisate).
- Caratteristiche: Uso di tempi sincopati, variazioni timbriche (suoni soffiati, graffiati) e grande libertà interpretativa.
- Obiettivo: L'espressione individuale e il dialogo ritmico con gli altri musicisti.
3. Il Canto Rock e Punk
In questi generi, l'urgenza comunicativa e l'energia superano spesso la ricerca della "bella voce".
- Tecnica: Uso di "effetti" vocali come il raspy (voce grattata), il growl (tipico del metal più estremo) o lo scream. Nel Punk, il canto è spesso parlato o urlato, quasi privo di vibrato.
- Caratteristiche: Grande pressione sottoglottica, timbro aggressivo, attacchi decisi.
- Obiettivo: Catarsi, ribellione e impatto emotivo crudo.
4. Il Canto Folk e Pop
Rappresentano la voce "naturale", più vicina al parlato rispetto alla lirica.
- Tecnica: Uso prevalente della voce di petto e del belting (portare la voce di petto verso l'alto con potenza). Nel Pop moderno è massiccio l'uso del falsetto e del vocal fry.
- Caratteristiche: Intimità, chiarezza del testo, uso di abbellimenti veloci (i cosiddetti "riff and runs").
- Obiettivo: Raccontare una storia e creare un'immediata connessione empatica con l'ascoltatore.
5. Il Canto Etnico e Tradizionale
Questa categoria è vastissima e varia radicalmente a seconda della geografia.
- Canto Difonico (Overtones): Tipico della Mongolia (Tuva), dove un singolo cantante produce due suoni contemporaneamente (una nota bassa e un fischio acuto).
- Canto a Tenore (Sardegna): Caratterizzato da suoni gutturali e un'armonizzazione ancestrale.
- Yodel: Tipico delle Alpi, basato sul salto rapido tra voce di petto e voce di testa (falsetto).
- Obiettivo: Spesso legato a rituali, alla spiritualità o alla connessione con la terra e la comunità.
Tabella Comparativa Rapida
Genere | Posizione Laringe | Supporto Fiato | Caratteristica Distintiva |
Lirico | Bassa / Stabile | Massimo | Vibrato naturale e risonanza |
Jazz | Neutra | Moderato | Improvvisazione e Scat |
Rock | Spesso alta | Alto (compressione) | Distorsione vocale |
Pop | Variabile | Moderato | Intelligibilità e "belting" |
Etnico | Specifica (es. Gutturale) | Variabile | Tecniche ancestrali uniche |
Ogni stile richiede un allenamento diverso per evitare di danneggiare le corde vocali, specialmente nei generi più "aggressivi" come il rock.
Esistono tecniche vocali che sfidano le leggi della fisica acustica e che si sono sviluppate in isolamento geografico o culturale, diventando vere e proprie rarità nel panorama mondiale.
Ecco una carrellata sugli stili di canto più rari e affascinanti:
1. Il Canto Difonico (Overtone Singing)
Tipico delle regioni della Mongolia e di Tuva (stile Khoomei), questa tecnica permette a un singolo individuo di produrre due o più suoni contemporaneamente.
- Come funziona: Il cantante emette una nota fondamentale molto bassa e ferma. Muovendo la lingua, le labbra e la cavità orale come un filtro, amplifica gli armonici naturali della voce fino a farli diventare melodie cristalline simili a un flauto o a un fischio.
- Percezione: L'ascoltatore sente un "bordone" profondo e, sopra di esso, una melodia acuta e fluttuante.
2. Il Canto a Tenore (Sardegna)
Dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è una delle espressioni più arcaiche del Mediterraneo.
- La tecnica: Si basa su quattro voci maschili. Le due voci centrali, bassu (basso) e contra (contralto), utilizzano una tecnica di emissione gutturale che produce suoni ricchi di armonici, quasi metallici, che ricordano il verso degli animali (il muggito del bue o il belato della pecora).
- Curiosità: È un canto corale circolare dove la fusione dei timbri deve essere perfetta per creare un unico "suono collettivo".
3. Il Jodel (Yodel) delle Alpi e dell'Africa Centrale
Sebbene lo associamo alle montagne svizzere o tirolesi, forme di Jodel esistono anche tra i pigmei Aka in Africa centrale.
- La tecnica: Consiste nel passare repentinamente dal registro di petto (basso e pieno) al registro di testa o falsetto (acuto e sottile) su ampi intervalli melodici. Questo "salto" crea lo schiocco tipico (il passaggio di registro) che nella lirica si cerca invece di nascondere.
- Scopo originale: Comunicare a grande distanza tra valli o foreste fitte.
4. Il Kulning (Canto di richiamo svedese)
Una tecnica scandinava utilizzata anticamente dalle donne per richiamare il bestiame dai pascoli d'alta montagna.
- La tecnica: È un canto a volume altissimo, quasi esclusivamente nel registro di testa acuto, privo di vibrato e caratterizzato da note lunghe e penetranti.
- Effetto: Il suono è quasi ultraterreno e può viaggiare per chilometri. È studiato per essere udito chiaramente nonostante il vento e gli spazi aperti.
5. Il Canto Gutturale Inuit (Katajjaq)
Non è propriamente un canto musicale, ma un "gioco vocale" praticato tradizionalmente dalle donne Inuit in Canada.
- La tecnica: Due donne si fronteggiano da vicino, tenendosi per le spalle, e producono suoni ritmici attraverso inalazioni ed esalazioni profonde, schiocchi della lingua e grugniti.
- La sfida: Vince chi non ride e non perde il ritmo. È un uso percussivo e non melodico delle corde vocali, unico al mondo.
6. Il Konnakol (Percussione Vocale Indiana)
Nell'India del Sud (musica carnatica), la voce diventa una batteria.
- La tecnica: Non si cantano note, ma sillabe ritmiche complétte che imitano i suoni dei tamburi mridangam. La velocità e la precisione matematica dei poliritmi eseguiti solo con la bocca sono quasi impossibili da replicare per un non iniziato.
Sintesi delle rarità
Tecnica | Origine | Meccanismo Principale | Effetto Sonoro |
Khoomei | Mongolia | Filtro armonico | Due suoni simultanei |
Tenore | Sardegna | Compressione laringea | Suono animale/arcaico |
Kulning | Svezia | Voce di testa pura | Richiamo cristallino |
Konnakol | India | Articolazione sillabica | Percussione umana |
Queste tecniche dimostrano come la gola umana sia un sintetizzatore naturale incredibilmente versatile.
Per approfondire le tecniche vocali, dobbiamo guardare a come i muscoli della laringe e il flusso d'aria interagiscono tra loro. Il canto moderno e quello classico si differenziano principalmente per la gestione della cavità orale e della compressione.
Ecco un'analisi tecnica delle principali modalità di emissione:
1. Il Belting (Tecnica Pop/Musical)
È la tecnica regina della musica moderna. Consiste nel portare la risonanza della "voce di petto" verso le note alte, mantenendo un suono potente, squillante e diretto.
- Fisiologia: La laringe tende a salire leggermente rispetto alla lirica e le corde vocali rimangono spesse (fase di chiusura lunga).
- Rischio: Se fatto senza un corretto supporto diaframmatico, può causare noduli o affaticamento estremo.
- Utilizzo: Tipico delle grandi voci pop come Whitney Houston o nei momenti culminanti dei musical di Broadway.
2. Il Canto Gutturale e la Distorsione (Rock/Metal)
Contrariamente a quanto si pensa, il canto "sporco" non deve far male. Si basa sull'attivazione di strutture sopra-glottiche.
- Scream e Growl: Non si usano le corde vocali vere e proprie per creare il "rumore", ma le false corde vocali (pliche vestibolari) o altre membrane laringee.
- Vocal Fry: È il registro più basso possibile, ottenuto rilassando le corde vocali fino a farle vibrare in modo irregolare (creando un suono simile a una "porta che cigola"). Viene usato spesso nel Metal ma anche nel Pop per dare un tocco intimo alle note basse.
3. Registri di Testa e Falsetto
Sebbene spesso confusi, tecnicamente presentano differenze di "massa" vocale.
- Voce di Testa: Il suono è risonante e proiettato. Le corde sono sottili e tese, ma c'è ancora una chiusura completa.
- Falsetto: Le corde vocali non si chiudono completamente, lasciando passare una parte d'aria. Il suono è più etereo, leggero e meno potente.
- Mix (Voce Mista): È il "sacro graal" dei cantanti. È la capacità di fondere la risonanza di petto e di testa per eliminare lo sbalzo (il "gradino") tra le note basse e quelle alte.
4. La Maschera e il Girato (Lirica)
Nella tecnica classica, l'obiettivo è la risonanza massima.
- Appoggio e Affondo: Il cantante lirico abbassa la laringe ("affondo") per creare uno spazio simile a quello di uno sbadiglio. Questo aumenta il volume della cassa di risonanza.
- Girato: È la tecnica che permette di passare alle note acute ammorbidendo il suono e "girandolo" nei risuonatori superiori per evitare che la voce risulti gridata o troppo aperta.
Riassunto Meccanico
Tecnica | Meccanismo Prevalente | Sensazione di Risonanza |
Belting | M1 (Voce di petto) | Palato duro / Denti |
Lirica | Mix / M2 (Testa) | Seno frontale / Ipofaringe |
Scream | Sovraglottico | Gola alta (senza dolore) |
Twang | Restringimento ari-epiglottico | Molto nasale / Squillante |
La terminologia (M1, M2, Mix) serve a distinguere ciò che succede dentro la gola (la fisiologia) da quello che sentiamo fuori (l'estetica).
In logopedia e didattica moderna si preferisce parlare di Meccanismi Laringei (M) perché sono più precisi dei termini "petto" o "testa", che si riferiscono solo a dove sentiamo vibrare il corpo.
Ecco la spiegazione dettagliata:
1. Meccanismo M1 (Il "Meccanismo Pesante")
È quello che comunemente chiamiamo Voce di Petto.
- Cosa succede alle corde: Le corde vocali sono spesse e rilassate. Vibrano in tutta la loro massa (sia il "rivestimento" esterno che il muscolo interno).
- Il suono: È ricco di armonici, potente e scuro. È la voce che usi normalmente per parlare.
- Nel Belting: Il Belting è un uso estremo dell'M1. Il cantante "tira su" questa modalità pesante verso le note alte. È come guidare un'auto in prima marcia ad alta velocità: il suono è elettrizzante e potente, ma se non sai gestirlo rischi di "ingolfare" (sforzare) il motore/voce.
2. Meccanismo M2 (Il "Meccanismo Leggero")
È quello che chiamiamo Voce di Testa o Falsetto.
- Cosa succede alle corde: Le corde vocali vengono stibrate e assottigliate. Solo i bordi esterni vibrano, mentre il muscolo interno rimane più fermo.
- Il suono: È più sottile, chiaro e flautato.
- Nella Lirica: I soprani usano quasi esclusivamente l'M2 per le loro note celestiali. Negli uomini (tenori), l'M2 viene usato per le note molto alte e dolci, ma spesso mascherato per farlo sembrare più potente.
3. La Voce Mix (Voce Mista)
Qui entriamo nel "trucco magico" del cantante. Fisiologicamente, non esiste un "terzo meccanismo": o sei in M1 o sei in M2.
Tuttavia, il Mix è una coordinazione muscolare che permette di:
- Usare l'M1 rendendolo più sottile (senza urlare).
- Usare l'M2 rinforzandolo con la risonanza della bocca e della maschera per farlo sembrare "pieno" come la voce di petto.
In sintesi:
- M1 = Muscolo Vocale attivo. Voce solida, parlata, rock, belting.
- M2 = Muscolo Vocale passivo. Voce sottile, lirica acuta, falsetto.
- Mix = L'arte di sfumare tra i due per non far sentire il "gradino" (il salto di voce) quando sali di tono.
Per visualizzarlo meglio:
Immagina un elastico.
- M1: L'elastico è corto e doppio. Se lo pizzichi, fa un suono grave e forte.
- M2: Tiri l'elastico finché diventa sottilissimo. Se lo pizzichi, fa un suono acuto e leggero.
Il passaggio tra questi due stati è il momento più difficile per ogni cantante (chiamato spesso "il passaggio di registro").
Il momento del passaggio (che i cantanti chiamano spesso "Il Passaggio" o in inglese The Break) è una delle sensazioni fisiche più precise e, per i principianti, più frustranti del canto.
Immagina di guidare una macchina con il cambio manuale: il passaggio da M1 a M2 è esattamente come il cambio marcia tra la seconda e la terza. Se non premi bene la frizione o non coordini i pedali, senti uno strattone.
Ecco cosa sente fisicamente un cantante in quel momento:
1. La sensazione di "Spazio che si chiude"
Mentre sali con la voce di petto (M1), senti che la gola inizia a stringersi. Questo accade perché le corde vocali sono troppo "spesse" per vibrare a quelle frequenze alte. Fisicamente senti:
- Una pressione crescente sotto la laringe.
- La sensazione che la nota stia per "incastrarsi" o strozzarsi.
- Il desiderio istintivo di alzare il mento o spingere più aria (errore comune che porta all'urlo).
2. Il "Flip" o lo scalino (Lo Yodel involontario)
Quando finalmente "passi" in M2 (voce di testa), avviene un rilascio muscolare improvviso.
- La sensazione: È come se una corda tesa si spezzasse o si allentasse di colpo.
- Il suono: La voce diventa improvvisamente leggera, ariosa o "piccola".
- Fisicamente: Senti una vibrazione che si sposta fisicamente dalla parte superiore dello sterno (petto) verso il palato molle, dietro gli occhi o addirittura alla sommità del cranio.
3. Lo spostamento del "Focus" (Risonanza)
Un cantante esperto descrive il passaggio come un cambio di direzione del suono:
- In M1: Senti il suono che spinge "in fuori", verso il pubblico, con una sensazione di ampiezza orizzontale.
- Nel Passaggio: Senti che devi "indirizzare" il suono verso l'alto e leggermente indietro, come se la voce dovesse passare attraverso un piccolo foro nel palato per poi espandersi di nuovo nella testa.
Le tre varianti del passaggio
A seconda della tecnica, il cantante sente cose diverse:
Tipo di Passaggio | Sensazione Fisica | Risultato Sonoro |
Grezzo (Break) | Uno scatto muscolare netto, quasi un "clack" in gola. | Un salto tipo Yodel (da forte a debole). |
Gridato (Pulling) | Bruciore, tensione estrema, sensazione di "muro" insuperabile. | Voce che si spezza o urlo strozzato. |
Mixato (Morbido) | Una transizione fluida, come se l'elastico si assottigliasse senza mollare la presa. | Suono omogeneo, l'ascoltatore non avverte il cambio. |
Un esercizio per "sentirlo" ora
Prova a fare una sirena (come quella dell'ambulanza) partendo dalla tua nota più bassa e salendo verso la più alta su una "UUU":
- Senti il ronzio nel petto? Quello è M1.
- A un certo punto sentirai un piccolo "scalino" o la voce che si fa improvvisamente più sottile. Quello è il momento esatto in cui i muscoli laringei hanno cambiato configurazione.
- La sensazione di "leggerezza" che provi sopra quel punto è l'M2.
Il "salto tipo Yodel" è quel fenomeno acustico e fisico in cui la voce compie uno scatto improvviso e udibile tra due registri diversi (solitamente da M1 a M2).
È esattamente quel "crack" o "buco" che senti quando la voce sembra "rompersi" o "scappare" verso l'alto.
Ecco cosa succede tecnicamente e perché lo chiamiamo così:
1. La meccanica del salto
Immagina di tirare un elastico:
- In M1 (voce di petto), le corde vocali sono spesse e vibrano con forza.
- In M2 (voce di testa/falsetto), le corde si assottigliano e si allungano improvvisamente.
Il "salto" avviene quando questa transizione non è fluida. I muscoli che tengono le corde "spesse" mollano la presa di colpo, e la laringe scatta in una nuova posizione. Questo rilascio improvviso di tensione crea una brevissima interruzione del suono, seguita da una nota che ha un timbro completamente diverso (più sottile e acuto).
2. Perché si chiama "Yodel"?
Nello Yodel tirolese, questo salto non è un errore, ma l'effetto desiderato.
Il cantante enfatizza apposta lo scalino tra la nota bassa (fatta con un M1 molto pesante) e la nota acuta (fatta con un falsetto molto arioso).
- Lo Yodel trasforma il limite fisico del "passaggio" in un abbellimento ritmico.
- Senza quel salto udibile (lo scrocchio della voce), non sarebbe Yodel, sarebbe solo un canto normale.
3. Come si percepisce?
Se non stai cercando di fare Yodel, la sensazione è quella di perdere il controllo:
- Fisicamente: Senti come se la laringe facesse un piccolo sobbalzo verso l'alto.
- Auditivamente: La nota passa istantaneamente da un suono pieno e "parlato" a un suono che somiglia a un fischio o a un verso di un uccellino, perdendo tutta la potenza.
Lo "Yodel" nella musica moderna
Oltre ai canti alpini, molti artisti famosi usano questo "salto" volontario per dare emozione:
- Dolores O'Riordan (The Cranberries): In canzoni come Zombie, usa il salto di registro continuamente per creare un effetto di pianto o di rabbia.
- Jeff Buckley: Lo usava per passare da momenti di grande potenza a sospiri eterei.
- Alanis Morissette: Il suo stile si basa moltissimo su questi scatti veloci tra petto e testa.
Riassumendo:
Il salto tipo Yodel è la rottura involontaria (o volontaria) della colonna sonora causata dal cambio repentino della massa delle corde vocali.
In una canzone Pop "pulita" o nella Lirica, questo salto è considerato un errore tecnico perché interrompe la linea melodica. Nel Folk o nel Rock alternativo, è uno strumento espressivo potentissimo.
Per eliminare quel "salto" e rendere la voce un'unica linea fluida dal basso verso l'alto, i cantanti utilizzano una tecnica chiamata Mix (o Voce Mista). L'obiettivo è ingannare l'orecchio dell'ascoltatore facendo sembrare che la voce non cambi mai registro.
Ecco i "trucchi" tecnici principali per riuscirci:
1. La gestione della chiusura cordale (Non mollare la presa!)
Il salto tipo Yodel avviene perché le corde vocali "mollano" la chiusura improvvisamente.
· Il trucco: Il cantante impara a mantenere le corde vocali ben accostate (chiuse) anche quando inizia ad assottigliarle per salire. Invece di farle "scattare" da spesse a sottili, le stira gradualmente come se fossero un elastico che non deve mai smettere di resistere all'aria.
2. Il "Twang" (Il connettore magico)
È l'ingrediente segreto più importante. Il Twang è un suono che somiglia al verso di un'anatra o al pianto di un bambino ("gnè-gnè").
· Come funziona: Si restringe lo spazio sopra le corde vocali (l'imbuto epiglottico). Questo crea una risonanza acuta e metallica che "unisce" i due registri.
· L'effetto: Aggiungendo un po' di Twang, la voce di petto diventa più leggera e la voce di testa diventa più solida. Quando le due si incontrano, hanno lo stesso colore e il salto sparisce.
3. La "Modificazione delle Vocali" (Vowel Narrowing)
Sulla zona del passaggio, non puoi cantare le vocali larghe come faresti nelle note basse (per esempio una "A" molto aperta).
· Cosa fanno i professionisti: Man mano che salgono, "arrotondano" o "chiudono" le vocali. Una "A" inizierà a suonare un po' più simile a una "O" o a una "U".
· Perché: Questo cambia la forma della bocca e aiuta la laringe a rimanere stabile, impedendole di fare il sobbalzo tipico dello Yodel.
Un esercizio pratico: La "N" di "Gnàm" o il "Miao"
Vuoi provare a sentire come si "unisce" la voce?
1. Fai il verso di un gatto che fa un "Miao" molto lungo e lagnoso, partendo dal basso e salendo molto in alto.
2. Cerca di farlo in modo molto nasale e "fastidioso".
3. Noterai che, se mantieni quel suono "piagnucoloso", la voce riesce a salire senza spezzarsi. Quel suono fastidioso è il Mix che sta lavorando per te: sta tenendo le corde unite mentre la risonanza si sposta.
Riassunto della strategia
Problema (Yodel) | Soluzione (Mix) |
Corde che si aprono di colpo | Corde che rimangono vicine (Compressione) |
Vocali troppo larghe e sguaiate | Vocali arrotondate e "strette" |
Laringe che salta su e giù | Laringe stabile e rilassata |
Suono che "cade" in gola | Suono proiettato nel "Twang" (Maschera) |
In breve, i cantanti non "saltano" la staccionata, ma costruiscono una rampa fatta di risonanze per passarci sopra senza scossoni.
Un piccolo segreto tecnico: Il Twang
Molti cantanti jazz e country usano il Twang. Consiste nel restringere l'imbuto epiglottico. Questo non "strozza" la voce, ma concentra il suono rendendolo estremamente penetrante e chiaro senza dover spingere con il fiato. È il segreto per farsi sentire sopra una band rumorosa senza sforzo.
Come il corpo umano possa produrre due suoni insieme
Il fatto che una sola persona possa produrre due suoni distinti contemporaneamente sembra un miracolo acustico, ma in realtà è una questione di fisica delle risonanze. Il corpo umano non "crea" due note dal nulla; impara a filtrare un suono complesso in modo che l'orecchio percepisca due entità separate.
Ecco come funziona tecnicamente questo fenomeno, noto come bifonia.
1. Il Suono Sorgente (Il Bordone)
Tutto parte dalle corde vocali. Quando canti una nota, non stai producendo una frequenza pura (come un diapason), ma un suono "ricco".
- Frequenza Fondamentale (): È la nota che senti come "altezza" del canto (es. un Do basso).
- Armonici: Insieme alla fondamentale, le corde vocali generano naturalmente una serie di frequenze multiple (2x, 3x, 4x la fondamentale). Normalmente queste sono mescolate insieme e noi le percepiamo solo come "timbro" della voce.
2. Il Tratto Vocale come Filtro
La magia avviene sopra le corde vocali, nel tratto vocale (gola e bocca). Qui, il corpo agisce come un equalizzatore vivente.
- Le Formanti: Sono zone di risonanza dove il suono viene amplificato. Muovendo lingua e labbra, tu cambi la forma di queste "stanze" risonanti.
- Isolamento dell'Armonico: Nel canto difonico, il cantante modifica la bocca in modo così preciso da creare una risonanza strettissima su un singolo armonico specifico.
- Il Risultato: Quell'unico armonico diventa così forte rispetto agli altri da essere percepito come una nota separata, cristallina, simile a un fischio, mentre la nota di base continua a risuonare sotto come un ronzio (bordone).
3. La Tecnica delle "Due Cavità"
Per rendere questo effetto ancora più netto, i cantanti esperti dividono fisicamente la bocca in due sezioni:
- Cavità Posteriore (Gola): Mantiene il suono basso e costante.
- Cavità Anteriore (Bocca): Posizionando la punta della lingua vicino al palato duro (come per pronunciare una "L" o una "N"), si crea una piccola camera d'aria anteriore. Muovendo millimetricamente la lingua o le labbra, si cambia la "sintonizzazione" di questa camera, permettendo di "suonare" gli armonici come se fossero i tasti di un pianoforte.
Esperimento Pratico Immediato
Puoi percepire gli armonici anche tu adesso, senza essere un maestro mongolo:
- Canta una nota bassa e ferma con la vocale "UUUU" (molto scura).
- Lentamente, senza smettere di cantare la stessa nota, trasforma la vocale in una "IIII" (molto chiara).
- Ascolta attentamente: durante il passaggio (U -> O -> A -> E -> I), sentirai una specie di "fischio" interno che sale di tono. Quelli sono i tuoi armonici che vengono amplificati dal movimento della lingua!
Casi Speciali: Il Kargyraa e le False Corde
Esiste un altro modo per fare due suoni, tipico del canto Tuva e sardo:
- In questo caso, il cantante fa vibrare contemporaneamente le corde vocali vere e le false corde vocali(pliche vestibolari).
- Le false corde vibrano esattamente alla metà della frequenza delle corde vere, producendo una nota un'ottava più bassa. Qui non è un filtro di risonanza, ma ci sono due sorgenti fisiche che vibrano insieme.
Il tutorial di Canto Armonico * Canto Difonico * Overtone Singing, che puoi trovare al link video di YouTube:
https://youtu.be/zSg2mjiqzjU?si=fvyYls1ib043H28x
mostra chiaramente come i movimenti millimetrici della bocca possano isolare i singoli armonici sopra la nota di base.
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